Il Santo e Le Reliquie

Questa la vita del Santo e del suo martirio, tra verità e leggenda: Questi nasce nel 272 d.C. e presumibilmente discende dalla “Gens Ianuaria”.
Il giovane Gennaro, insieme a Festo e Desiderio, recatisi a Pozzuoli, in visita dall’amico Sossio, che era stato fatto prigioniero durante la persecuzione cristiana, furono anch’Essi arrestati. Il nostro Martire subì torture di ogni tipo, uscendone “miracolosamente illeso”. Di fronte all’evidente prodigio, il Santo e i suoi compagni furono condannati alla decapitazione.
Il Martirio avvenne il 19 settembre del 305 d.C. nei pressi della Solfatara di Pozzuoli. Le spoglie del nostro Patrono restarono a Capodimonte fino all’831, quando il Duca longobardo Sicone, arrivato a Benevento per assediare la città, si impossessò delle ossa del Martire poiché, essendo stato Gennaro Vescovo di Benevento, riteneva giusto che i resti “riposassero”lì. In seguito, nel 1154, le ossa furono portate dai Normanni a Montevergine, e vi restarono fino al 13 gennaio 1497, quando, grazie al Cardinale Alessandro Carafa, vennero riportate a Napoli. Da allora le ossa del Santo sono custodite in un’anfora, nella cripta di San Gennaro (Cappella Carafa) sottostante l’altare maggiore del Duomo di Napoli, appositamente fatta costruire dal Cardinale Oliviero Carafa, succeduto ad Alessandro.

Alcuni frammenti del cranio sono nella calotta del prezioso busto angioino di San Gennaro, custodito nella Cappella del Santo.

Il prodigioso Sangue, invece, fu prelevato il giorno del martirio del Santo da una pia donna di nome Eusebia che, insieme ad altri Cristiani, lo raccolsero in alcune ampolle o “balsamari”. Le ampolle stettero dapprima nel “Tesoro Vecchio” (Basilica di Santa Restituta – Cattedrale di Napoli), e quindi, dal 1646, con il completamento della Cappella del Tesoro, sono tenute nella cassaforte posta alle spalle dell’altare della Cappella.

Il primo miracolo della liquefazione del Sangue, è documentata storicamente: era il 17 agosto 1389 quando la teca con le reliquie fu esposta alla venerazione dei fedeli, e durante un’imponente processione, davanti agli occhi dei devoti, il sangue si sciolse per la prima volta.