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Un vaticinio inascoltato: l’autoritratto criptato di Domenichino al Tesoro di San Gennaro

Un vaticinio inascoltato: l’autoritratto criptato di Domenichino al Tesoro di San Gennaro

Francesco Paolo Colucci

Le vicende relative ai lavori intrapresi dal bolognese Domenico Zampieri (1581-1641) per la Cappella del Tesoro di San Gennaro sono ben note agli studi storico-artistici; come ampiamente conosciute sono le vicissitudini affrontate dal pittore emiliano negli anni non proprio felici trascorsi all’ombra del Vesuvio. Ma finora non ci si era avveduti che, a testimonianza di tali avvenimenti, l’artista avesse lasciato la propria effige in uno degli affreschi realizzati nel santuario ianuariano, sul solco di una tradizione ormai lunga e consolidata che vedeva i pittori firmare orgogliosamente le proprie opere autorappresentandosi all’interno di esse. L’opera in esame è la lunetta posta nella controfacciata del tempio del Grimaldi rappresentante San Gennaro ferma l’eruzione del Vesuvio del 1631, sicuramente termina  entro il  1633.

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Nel lato destro del dipinto è possibile notare, alle spalle della scena della questua, quasi introdotto dal drappeggio svolazzante dello statuario flagellante, e proprio ad una spanna dal baldacchino con le reliquie del santo, un uomo di cui è visibile solo il volto, girato verso il riguardante; su questo viso dallo sguardo interrogatorio, palesemente preoccupato, non è mai stato espresso fino ad adesso alcun parere o tentativo d’identificazione da parte della precedente critica. Il misterioso personaggio fa emergere il proprio capo da una collocazione non proprio agevole, stretto com’è dalla presenza dei due uomini al suo fianco, che seppur con fattezze idealizzate, rappresentano il cardinale Francesco Boncompagni (1596-1641) arcivescovo di Napoli dal 1626 al 1641 e Manuel de Zúñiga y Fonseca, VI conte di Monterrey (1586-1653), vicerè di Napoli dal 1631 al 1637.

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Il cammeo partenopeo sembra essere l’anello di congiunzione tra i due famosi e discussi autoritratti dello Zampieri, il primo conservato al Landesmuseum di Darmstadt, il secondo agli Uffizi di Firenze.

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Ma la strana posizione assunta dal Domenichino nel dipinto, quasi obliterato dalla presenza dei due notabili al suo fianco, e la sua espressione atterrita, o forse sarebbe meglio dire angosciata,  veicolano un messaggio ben più complesso della semplice rivendicazione del proprio operato. Una testimonianza dell’incipiente ma già profondo malessere vissuto dall’artista a Napoli che trova piena rispondenza nella lettera inviata dal bolognese all’amico collezionista Cassiano del Pozzo il 23 gennaio del 1632:

Al Sig. Cavalier Cassiano del Pozzo/ L’Autorità, che V. S. tiene sopra la persona mia, l’opinione che sopra i meriti ha mostrato aver sempre delle mie opere, e l’efficacia de’ suoi comandamenti, mi somministrano materia di grande confussione: perché conoscendomi io per una parte obbligato a corrispondere al desiderio di V. S. e per l’altra vedendomi legato le mani con catene di ferro non so dove voltarmi. Questi Signori hanno voluto ch’io mi obblighi a non dar pennellate durante l’opera, mi hanno astretto a prometter questo con cautele, mi hanno indotto a sottomettermi a pene non leggiere quando io fossi contumace; e gli emoli già stanno con li denti arrotati per danneggiarmi; e quando bene s’addormentassero, il tempo è tanto breve, che mi mette in angustie grandi, né vedo in tanta strettezza com’io possa cavar le mani da sì gran mole. Pertanto prego V. S. che siccome ha mostrato volontà grande di favorirmi, così si compiaccia per ora accettar queste scuse, che io le presento con ogni schiettezza, e sincerità d’animo; dandomi a credere, che non mancheranno occasioni, nelle quali potrà Ella esercitare il dominio, che tiene sopra la persona mia, e io la prontezza ad obbedire alli suoi comandamenti. Con che in fine pregandole da Dio nostro Signore il compimento d’ogni felicità le bacio le mani. Napoli 23 Gennaro, 1632. Obbligatissimo servitore./ Domenico Zampieri.

Sono i prodromi di un dramma che troverà il proprio spannung  nella celebre fuga dello Zampieri a Frascati avvenuta nell’estate del 1634, proprio pochi mesi dopo essere stato pagato per il completamento della lunetta con l’Eruzione.

Il volto della Cappella del Tesoro di San Gennaro assume quindi i connotati di una sottilissima ed enigmatica damnatio memoriae. Un vaticinio inascoltato che non poteva trovare miglior collocazione se non in un dipinto che rappresentasse l’ eruzione del Vesuvio, dato che il suo artefice fu costretto a superaretante difficoltà quante non sa ne può l’inferno tutto”.

Lo scritto è liberamente tratto da Francesco Paolo Colucci, Un vaticinio inascoltato: l’autoritratto criptato di Domenichino al Tesoro di San Gennaro, in Storia dell’Arte, 141, 2015, pp. 86-98

 


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L’Archivio del Tesoro di San Gennaro.Il “Tesoro Digitale”

Circa 2 anni fa veniva approvata la graduatoria per l’ammissione ai finanziamenti POR FESR 2013-2017 Misura 10.1 “La Cultura come risorsa”. Il Progetto, denominato Tesoro Digitale, accolto favorevolmente, era stato concepito dalla lungimiranza e con l’approvazione della Deputazione e, di fatto, elaborato e realizzato in seguito ad un attento studio di fattibilità, svolto tra il 2012 e il 2014, dalla Dott.ssa Luciana De Maria, in coordinamento con il Deputato Riccardo Imperiali Francavilla e con il Dr. Biagio Conte.

In seguito all’individuazione di alcuni parametri generali, la De Maria aveva in primis formato un team, composto dalla stessa, dalla sottoscritta e dalla Sig.ra Rosa Granato, che attraverso mirati sopralluoghi effettuava censimenti e test sulla documentazione; il tutto finalizzando la ricerca all’ampliamento dello studio delle fonti archivistiche sia sul fronte storico-artistico che dal punto di vista conservativo, aprendo agli aspetti più innovativi e prettamente tecnici, legati alla digitalizzazione dei patrimoni archivistici e librari antichi e di pregio.

Sic stantibus rebus, una volta espletate le pratiche burocratiche, l’attività di progetto ha avuto il suo reale inizio nel dicembre 2014, quando, il citato gruppo di lavoro, ha cominciato a riunirsi per un riesame delle sezioni scelte ai fini della digitalizzazione e per iniziare, di concerto, la ricognizione carta per carta delle sezioni.

Per ottemperare a quanto previsto dal progetto, i lavori sono stati svolti seguendo un rigido protocollo. L’intervento di natura puramente archivistica ha previsto la digitalizzazione delle Serie II e IV e la verifica delle informazioni, immesse tempo addietro in un Data Base di vecchia generazione, al fine di riversare il tutto in un nuovo contenitore digitale, più performante ed interoperabile.

Una prima fase di startup della durata di circa 2 mesi è stata legata essenzialmente alla ricerca e alla verifica dello stato di conservazione delle carte (aspetto che aveva avuto inizio durante la scrittura del progetto stesso ad opera della D.ssa De Maria e della sottoscritta); la motivazione primaria di questo intervento è stata quella di verificare e ulteriormente valutare lo stato di salute dei fondi per predisporre al meglio, senza arrecare danno ai supporti, la successiva fase di acquisizione ottica.

A seguire si sono avviate le fasi di spoglio integrale delle sezioni; l’operazione ha fornito un quadro abbastanza esauriente d’informazioni sullo stato delle carte, sulla quantità reale dei documenti presenti nei faldoni e sulla rispondenza al titolario di classificazione, così come è oggi configurato.

Per ampliare il quadro delle conoscenze, utili a consentire l’inquadramento storico-artistico del fondo in esame, si è scelto dunque di allargare il campo d’indagine attraverso una ricognizione sistematica delle Serie II e IV, azione peraltro necessaria alla ricostruzione del contesto archivistico nel suo inquadramento temporale ma anche propedeutica alla fase di riversamento dei dati nel definitivo Data Base archivistico.

A tale scopo è stato effettuato il censimento dei documenti presenti, attraverso un nuovo conteggio delle carte, secondo gli standard prescritti dai regolamenti vigenti.

In fase di controllo si è sempre fatto riferimento alla schedatura archivistica già esistente per verificare la congruenza delle informazioni registrate e l’allineamento dei dati nel sistema, in funzione della creazione di informazioni rispondenti ai moderni sistemi di schedatura archivistica.

Allo spoglio completo della Serie II e IV ha fatto seguito il lavoro di preparazione alla schedatura delle pergamene che per vari motivi, è stata improntata alla verifica delle informazioni direttamente dagli originali di riferimento. In questa fase infatti, le pergamene sono state riesaminate nella loro interezza anche per preparare un’adeguata scheda, che fosse in grado di ottemperare alle esigenze di esaustività maturate in corso d’opera e che potesse, allo stesso modo, corrispondere agli interessi culturali e storico-artistici del Progetto.

Molto si è lavorato anche alla normalizzazione dei termini di indice; dal Maggio 2015 l’arrivo di un file contenente le informazioni riversate dal Data Base originario ha occupato gran parte del tempo in quanto è stata prevista una intensa attività di indicizzazione di nomi, luoghi, notai ed enti che non erano stati censiti nel primo archivio informatizzato o che non possedevano caratteristiche conformi alle linee guida prescritte dal Progetto. Il percorso di normalizzazione delle “entità” ha previsto inoltre una serie di accurati controlli degli Autority file creati, tramite thesaurus e alti Data Base disponibili on line (SBN, SAN, VIAF etc…). L’attività è stata propedeutica al riversamento nella piattaforma definitiva di sistema.

Molto importante è stata anche la fase di digitalizzazione dei documenti, avvenuta presso i locali dell’Archivio con l’ausilio di Scanner ad hoc per il trattamento dei materiali antichi e di pregio.  Lo scopo è stato quello di ideare e pianificare la creazione del Data Base insistendo su una buona immagine di partenza, allineando al trattamento puramente meccanico (passaggio allo scanner) i principi per una buona resa dei materiali acquisiti otticamente, funzionali ad esempio alla creazione di mostre virtuali e, più in generale alla futura fruizione e valorizzazione dei fondi.

Lo scopo del contenitore digitale è quello di rappresentare in pieno l’essenza della documentazione acquisita, in uno schema concettuale che ha il compito di riprodurre la realtà di interesse, disponendo le informazioni in maniera tale da poter estrarre, anche i metadati atti alla conservazione, valutando e selezionando le informazioni ai fini di perseguire, come finalità, la preservazione delle carte e la loro tutela, secondo i moderni principi della salvaguardia a lungo termine del patrimonio digitalizzato.

L’esigenza di tutelare la memoria delle attività dell’Archivio Storico della Cappella del Tesoro di San Gennaro e delle spesso correlate attività di ricerca, si fonda anche sul riconoscimento dell’esigenza di conservare, insieme ai documenti in formato digitale, un elenco di informazioni (metadati) a garanzia della loro originalità ed integrità futura. Tutto ciò con lo scopo di indagare ed integrare i valori all’interno dell’archivio elettronico o del Data Base creato, secondo quanto prescrivono le linee guida e che, in maniera scientifica, delineano i passaggi compiuti e da valutare, al fine di ottemperare alle richieste di un utenza sempre più tecnologica. Nello stesso tempo la capacità di interazione dei sistemi e la possibilità effettiva di fruizione dei contenuti digitali è stata attuata attraverso i canali open source, attivando una reale e tangibile condivisione dei saperi che è lo scopo primario della trasmissione della cultura e della storia del fondo. L’aspetto divulgativo quindi, unito alla capacità della Deputazione stessa, virtute duce comite fortuna, di preservare per così tanti Secoli un patrimonio documentario di indiscutibile interesse storico, dimostra ancora una volta come l’unione di competenze tecnico scientifiche e umanistiche, insieme alla capacità di guardare al futuro con lungimirante lucidità, ha fatto sì che una Istituzione tanto importante per la storia stessa di Napoli, abbia saputo legare un diffuso interesse culturale, all’utilizzo delle più attuali tecnologie in materia di beni culturali, giungendo a risultati di notevole interesse per la comunità nazionale e internazionale legata al culto gennariano, a San Gennaro ed alla sua storia.

Ad maiora!

 

D.ssa Maria Senatore

 

 

 

 


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Concerto per la Giornata Mondiale dei Diritti Umani nel Bicentenario Arma dei Carabinieri (1814 -2014) omaggio a M.M.A. s. UPS CARLO DE TRIZIO in Onore Cav. MIchele Miulli Esperto d’Arte,11°BTG Puglia – V. Brig. ANTONIO ALTAVILLA

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti, i Diritti,  non sono una concessione o un privilegio,

ma sono la natura stessa dell’uomo.

Il Concerto per i Diritti Umani 2014, nel Bicentenario dell’Arma dei Carabinieri (1814-2014) promosso e organizzato dal Club UNESCO Bisceglie e Club UNESCO Napoli,  per la Rassegna “Autunno in Cappella”, è  teso a rafforzare il cammino di tali Diritti,  quanto esso ha inciso sulla storia del territorio e del popolo, in un reale dialogo tra culture e civiltà.

La libertà di cui noi oggi godiamo, con il rispetto dei nostri diritti, non è il frutto di breve tempo e di facile conquista. I diritti dell’uomo sono maturati lentamente e faticosamente nel corso dei secoli, attraverso infinite lotte e immensi sacrifici.

La Cerimonia d’apertura con la lettura del Preambolo dell’Atto Costitutivo delle Nazioni Unite , da parte dei Presidenti Pina Catino – Club UNESCO Bisceglie e Fortunato Danise –  Club UNESCO Napoli, chiarisce con efficacia il ruolo fondamentale e  la dimensione della missione etica dei Club, Figli legali dell’UNESCO che, come l’ intera Organizzazione delle Nazioni Unite, sono  nati dall’immensa aspirazione alla pace, cresciuta in seguito alle drammatiche esperienze di guerra del secolo scorso e per la tutela dei Diritti Umani.

Ecco come la scelta per il Concerto 2014 per i Diritti Umani, cade sull’Arma dei Carabinieri, sempre impegnati  in numerose missioni di pace ed a tutela dei diritti umani.

L’interesse per la tutela internazionale dei diritti umani si è notevolmente accresciuto negli ultimi anni per le tristi vicende che hanno coinvolto diverse aree del mondo e per una maggiore sensibilizzazione al problema che queste hanno determinato nelle grandi organizzazioni internazionali, negli Stati membri e, più in generale, nell’opinione pubblica.

Il Bicentenario della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri è ricorrenza di profonda e significativa rilevanza storica per tutta la collettività nazionale che riconosce nell’Arma una delle Istituzioni più solide del Paese, sicuro punto di riferimento per la tutela della legalità, per la prevenzione ed il contrasto alle criminalità di ogni specie, per la lotta ad ogni forma di terrorismo e corruzione di ogni genere.

Il Club di Bisceglie per l’UNESCO e il Club di Napoli per l’UNESCO, operando nell’ambito delle Campagne mondiali proclamate dall’ONU  e coordinate da UNESCO, hanno organizzato, per il quinto anno consecutivo, il  Concerto per i Diritti Umani   nella Real Cappella del Tesoro di San Gennaro in Napoli, con lo  scopo di diffondere Valori, Conoscenze, Stili di Vita, orientati al rispetto del bene comune, per rafforzare le proprie radici culturali  e per far comprendere quanto esse hanno inciso sulla storia del territorio e del popolo.

Interverranno al CONCERTO PER I DIRITTI UMANI eseguito dal Coro In . . . stabile d’epoca, diretto dal M°Concertatore prof.  Alberto Iannarelli, l’On Luciano Schifone, Consigliere e Presidente Commissione Cultura – REGIONE CAMPANIA, dott Onofrio INTRONA – Presidente Consiglio REGIONE PUGLIA. Poesie e riflessioni con Maria De Michele, Nunzio Di Bernardo, Vittorio Fiorenzano, Nazario Napoli Bruno, Giulio Pacella,Liliana Palermo, Pino Scognamiglio


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Rassegna “Autunno in Cappella : Le Culture , il Dialogo” 2014 NAPOLI – Cappella del Tesoro di San Gennaro, Via Duomo 149 –

InterClub UNESCO Bisceglie – Napoli

 

Rassegna “Autunno in Cappella: Le Culture , il Dialogo” 2014 NAPOLI – Cappella del Tesoro di San Gennaro, Via Duomo 149 .

 

Nel nome della Pace per la valorizzazione del Patrimonio Immateriale di Bisceglie, della Puglia con Napoli, ha preso il via dall’ anno 2010, presso la Real Cappella del Tesoro di San Gennaro in Napoli, sotto l’Egida dell’Ecc.ma Deputazione,  la Rassegna “Autunno in Cappella : Le Culture, il Dialogo” organizzata del Club UNESCO Bisceglie e Club UNESCO Napoli sotto l’Alto Patrocinio Federazione Italiana Club e Centri UNESCO, con il Patrocinio REGIONE CAMPANIA , REGIONE PUGLIA – Presidenza del Consiglio,  Città di NAPOLI   e BISCEGLIE, MUSEO DEL TESORO, ARCIDIOCESI Trani,Barletta, Bisceglie e Nazareth…..

La Rassegna 2014 giunta alla quinta edizione, che si inaugura domenica 9 novembre con il CONCERTO PER LA PACE 5 e  si conclude con il CONCERTO per i DIRITTI UMANI il 10 dicembre,mira al dialogo fra Bisceglie, la Puglia e Napoli, con lo scopo di scoprire e rafforzare le proprie radici culturali e quanto esse hanno inciso sulla Storia del Territorio e del popolo.

Come perle di una lunga collana, Concerti, Mostra d’Arte e documentaria sul Patrimonio Culturale Tangibile ed Intangibile, performance di noti Artisti , Convegni sui Beni intangibili, dialogano anche quest’anno nella Cappella del Tesoro di San Gennaro, non solo perchè essa è uno dei gioielli universali dell’Arte, ma soprattutto è stato volutamente scelto questo luogo, dai Presidenti Pina Catino e Fortunato Danise, in quanto, la Cappella del Tesoro di San Gennaro, V. Presidente Riccardo Carafa duca d’Andria, con i suoi oggetti inestimabili, l’imponente statuaria dei maestri argentieri, fermagli e pissidi di brillanti, smeraldi , zaffiri, rubini donati da tutte le case regnanti d’Europa, non ha mai subito spoliazioni, durante i secoli, per favorire eventi bellici.

Il Concerto per la Pace 5, a cui presenzieranno il Sindaco di Bisceglie e Presidente della Provincia BaT, avv Francesco Spina, il Sindaco di Ruvo di Puglia, ins. Vito Ottombrini, Mons Savino Giannotti, Vicario Generale Arcidiocesi Trani, Barletta, Bisceglie e Nazareth, Deputati Cappella del Tesoro, Autorità Civili, Militari e Religiose, I Presidenti Associazioni Pugliesi e Campane, è dedicato al  musicista e compositore ruvese, Nicola Cassano (1857 – 1915). [….alunno  interno a 12 anni  del Collegio A S. Pietro a Maiella di Napoli, Cassano  è  tra gli alunni più apprezzati e seguiti dai professori del Conservatorio. Poco più che ventenne si diploma come maestro di piano e di composizione e nello stesso Conservatorio rimane come insegnante di “armonia e contrappunto”. Tra i suoi allievi più in vista in quel periodo ricordiamo Umberto Giordano, Francesco Cilea, Carmelo Preite, Camillo De Nardis, Spinelli, Beniamino Cesi e tanti altri valenti compositori della musica italiana ].

Protagonisti 2014 nel Concerto per la Pace5,  la Grande Orchestra dei Fiati Lirico Sinfonica APULIA’S, Città di Ruvo di Puglia,  diretta dal M° Pino Caldarola, con Gianni Mazzone Tenore e Vita Clara Piccininno Soprano a cui seguirà l’ Intervento dello storico Cleto Bucci, autore del libro “Nicola Cassano, Musicista Ruvese”. a cornice, una rappresentanza del Corteo Storico RUVO,CARAFA e la leggenda del CENTRO STUDI “Cultura et Memoria” di Ruvo di Puglia, presieduto da Enza Tedone.

 


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Autunno in Cappella 2014. Mostra d’Arte “ACQUA, POPOLI e CIVILTA’”

InterClub UNESCO Bisceglie – UNESCO Brindisi – UNESCO Napoli.

“Autunno in Cappella” 2014 – Mostra d’Arte “ACQUA POPOLI e CIVILTA’”
NAPOLI, Cappella del Tesoro di San Gennaro, “Appartamento del Domenichino”, 14 – 20 novembre 2014. Via Duomo, 149.
Orario Museo (9.30/17.00).Chiusura Mercoledì.

Per favorire il rispetto reciproco, la comprensione e la fiducia fra i Paesi e per promuovere la Pace e la crescita economica sostenibile, i Club UNESCO di Bisceglie, Brindisi e Napoli, hanno organizzato per la Rassegna “Autunno in Cappella” 2014, la Mostra d’Arte ACQUA , POPOLI e CIVILTA’, che si inaugura venerdì 14 novembre nell’ “Appartamento del Domenichino” (Cappella del Tesoro di San Gennaro), a conclusione del Decennio Internazionale dell’Acqua “Water for Life”2005 – 2014 e celebrare International Decade for the Rapprochement of Cultures UNESCO (2013-2022).

Il Tema ACQUA è fra gli impegni più rilevanti degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio condotto dai Club UNESCO Bisceglie, Brindisi e Napoli, che nel corso degli anni hanno sviluppato Concorsi per le Scuole di ogni Ordine e Grado, Convegni, Mostre tematiche, prestando particolare attenzione ai temi centrali collegati all’acqua: cibo, ambiente, prevenzione dei disastri, energia, questioni di acque internazionali, cultura, inquinamento ecc.

Anche quest’anno, nomi di Artisti famosi impegnati per la tutela e salvaguardia dell’Ambiente e Territorio, esporranno nelle quattro sezioni a loro dedicate sotto l’Egida della Deputazione della Cappella del Tesoro di San Gennaro e del Museo del Tesoro di San Gennaro, con il Patrocinio della Federazione Italiana UNESCO, Regione Campania, Regione Puglia, Comune di Napoli, Città di Bisceglie, Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie e Nazareth.

Nella Cappella del Tesoro, dopo la lettura del Preambolo dell’Atto Costitutivo e il saluto del Vice Presidente Deputazione, dott Riccardo Carafa d’Andria, presentazione degli Artisti a cura dei Presidenti Fortunato Danise e Pina Catino. Interventi del prof Luigi Palmiotti sulla figura del pittore biscegliese “Cesare Fracanzano tra Puglia e Napoli nella Pittura del Seicento”, e declamazioni di Poesie di Pino Scognamiglio; seguirà l’inaugurazione della Mostra nell’”Appartamento del Domenichino”, curata dal prof . Fortunato DANISE.

Intervento musicale con Cristina GALIETTO – chitarra e Federico MADDALUNO – mandolino.

La Mostra d’Arte ACQUA POPOLI e CIVILTA’, è dedicata al Pittore Cesare FRACANZANO, all’artista Sergio CATINO (Fotoreporter nel Centenario della nascita) ed al Maestro d’Arte Mauro PALMIOTTI.
Esporranno:
Sez Fotografia : Loretta BARTOLI – Pina CATINO – Silvana INGUSCIO – Angelo PERRINI – Roberto SIBILANO
Sez Grafica : Giuseppe CARLUCCI

Sez Pittura : Stefania COLIZZI – Mario GIANQUITTO – Giacomo Stefano Nello MIALE – Vittorio MUSELLA – Ena VILLANI – Michele VOLPICELLA

Sez Scultura : Fortunato DANISE – Maria Concetta MALORZO – Pasquale MANZO – Luigi PALMIOTTI – Lucia VECCHIARELLI

I Presidenti

Fortunato DANISE – Pina CATINO – Clori OSTILLIO PALAZZO


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“Operazione San Gennaro Art 2015. Il mondo del Santo Patrono di Napoli”.MOSTRA DI ARTE ESPRESSIVA : Pittura-Scultura-Grafica e Fotografia. Quarta edizione

“Operazione San Gennaro Art

Il mondo del Santo Patrono di Napoli”

MOSTRA  DI ARTE ESPRESSIVA : Pittura-Scultura-Grafica e Fotografia. Quarta edizione

Dal 25 ottobre al 31 ottobre 2014 ore 10-13,30 ( Appartamento Storico del Domenichino – Cappella del Tesoro di San  Gennaro)

La fede riposta in San Gennaro risale al 305 d.c.  anno del suo martirio, avvenuto nel territorio dei Campi Flegrei (Pozzuoli) luogo misterioso e affascinante  per la presenza di vulcani ardenti, per la particolare vegetazione, e per la splendida costa tirrenica.Qui si  diffuse il cattolicesimo grazie alla presenza di San Paolo, San Pietro e San Gennaro. Da allora al nostro Santo Patrono  furono dedicate strade, piazze, chiese, monumenti, ospedali, e nei vicoli di Napoli sorsero numerose edicole votive.I più grandi artisti Ribera, Domenichino, Fanzago, Micco Spadaro, realizzarono importanti opere pittoriche, scultoree  e orafe, che rappresentano la figura del Santo, e i momenti salienti della sua vita,  esposte nel  Museo del Tesoro di San Gennaro,   nella Cappella del Tesoro nel Duomo di Napoli,  nel Museo Diocesano di Donnaregina, molte altre  opere  sono presenti non solo  nelle più grandi chiese di Napoli  ma anche in umili cappelle.

La Mostra vuole essere un omaggio alla città di Napoli, e in particolare un  contributo attraverso l’arte,alla diffusione di “conoscenze”  che rientrano in quel percorso umano di   “educazione permanente”, che è alla base della pace e del rispetto dei diritti umani.

Pertanto dopo  il successo ottenuto  dalle   tre edizioni precedenti della mostra che ha visto la partecipazione di numerosi artisti, e la calorosa accoglienza che ha avuto in ambito cittadino, il Club UNESCO Napoli e L’Associazione  Venexiart  in collaborazione con la Deputazione del Tesoro di San Gennaro e il Museo del Tesoro di San Gennaro, hanno ritenuto opportuno organizzare la quarta edizione, ringraziando in particolare  tutti gli artisti che hanno partecipato  a questa mostra con le loro   opere d’arte e a tutti coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione .

 

Fortunato Danise

Presidente Club UNESCO Napoli


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Elena Manocchio – Ori, argenti, gemme e smalti della Napoli angioina 1266 – 1381

La mostra ‘Ori, argenti, gemme e smalti della Napoli angioina 1266 – 1381’ nasce dal progetto ambizioso e singolare di dare voce ad aspetti pressoché inediti della cultura di una capitale europea come era la Napoli del XIII e XIV secolo attraverso 22 opere splendide e potentemente evocative della modernità e della ricercatezza della dinastia reale.
L’illustre committenza, ribadita in ogni dove dal seminato di gigli; la raffinatissima esecuzione formale degli oggetti, dispiegata nelle più ricercate e avanzate tecniche nel campo dell’incisione, dello sbalzo, del cesello, della fusione e degli smalti applicati ai metalli preziosi; l’armonioso equilibrio formale raggiunto anche attraverso il confronto di tradizioni artistiche diverse, unitamente al valore sacro delle reliquie o a quello profano della vita di Corte, rendono queste opere una testimonianza rara e preziosa del milieu artistico e culturale sviluppatosi a Napoli sotto Carlo I, Carlo II, Roberto e Giovanna d’Angiò. È evidente che le scelte dei singoli sovrani, nel corso di poco più di un secolo indagato, sono andate a ricadere in ambiti culturali e territoriali diversi, privilegiando talora le maestranze francesi, come nei casi del superbo ritratto di San Gennaro, della Croce reliquiario di Bari, del cofanetto di Todi e della capsula a foglia di vite di Cividale; talaltra prediligendo le punte più alte e innovative della produzione orafa italiana, come dimostrano il braccio reliquiario di San Ludovico di Tolosa di Lando di Pietro (oggi al Louvre), il calice di Vallo della Lucania, firmato da Guidino di Guido, la croce di Santa Vittoria in Matenano attribuita a due orafi senesi del primo Trecento, Tondino di Guerrino e Andrea Riguardi.
Queste diverse inclinazioni, maturate attraverso la personalità dei sovrani che si sono succeduti, non hanno mai però intaccato l’unità del progetto angioino che ha sempre individuato nella cultura (nelle sue diverse manifestazioni) una delle espressioni più elevate dell’esercizio del potere regio, garantendo altresì una straordinaria commistione di esperienze artistiche e un conseguente – e molto stimolante – confronto tecnico artistico che emerge, in piena evidenza, in questa piccola e preziosa rassegna.
Avere dunque la possibilità di confrontarsi con opere preziosissime ed estremamente rare, poterle guardare da vicino e per la prima volta insieme, poterne leggere le storie anche attraverso le tecniche e i materiali è un’occasione unica di conoscenza delle cose d’arte meno note e della variegata e sottile cultura dei contesti e una singolare opportunità per la città di ritrovarsi nuovamente capitale della cultura.

Elena Manocchio