L’Archivio del Tesoro di San Gennaro.Il “Tesoro Digitale”

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L’Archivio del Tesoro di San Gennaro.Il “Tesoro Digitale”

Circa 2 anni fa veniva approvata la graduatoria per l’ammissione ai finanziamenti POR FESR 2013-2017 Misura 10.1 “La Cultura come risorsa”. Il Progetto, denominato Tesoro Digitale, accolto favorevolmente, era stato concepito dalla lungimiranza e con l’approvazione della Deputazione e, di fatto, elaborato e realizzato in seguito ad un attento studio di fattibilità, svolto tra il 2012 e il 2014, dalla Dott.ssa Luciana De Maria, in coordinamento con il Deputato Riccardo Imperiali Francavilla e con il Dr. Biagio Conte.

In seguito all’individuazione di alcuni parametri generali, la De Maria aveva in primis formato un team, composto dalla stessa, dalla sottoscritta e dalla Sig.ra Rosa Granato, che attraverso mirati sopralluoghi effettuava censimenti e test sulla documentazione; il tutto finalizzando la ricerca all’ampliamento dello studio delle fonti archivistiche sia sul fronte storico-artistico che dal punto di vista conservativo, aprendo agli aspetti più innovativi e prettamente tecnici, legati alla digitalizzazione dei patrimoni archivistici e librari antichi e di pregio.

Sic stantibus rebus, una volta espletate le pratiche burocratiche, l’attività di progetto ha avuto il suo reale inizio nel dicembre 2014, quando, il citato gruppo di lavoro, ha cominciato a riunirsi per un riesame delle sezioni scelte ai fini della digitalizzazione e per iniziare, di concerto, la ricognizione carta per carta delle sezioni.

Per ottemperare a quanto previsto dal progetto, i lavori sono stati svolti seguendo un rigido protocollo. L’intervento di natura puramente archivistica ha previsto la digitalizzazione delle Serie II e IV e la verifica delle informazioni, immesse tempo addietro in un Data Base di vecchia generazione, al fine di riversare il tutto in un nuovo contenitore digitale, più performante ed interoperabile.

Una prima fase di startup della durata di circa 2 mesi è stata legata essenzialmente alla ricerca e alla verifica dello stato di conservazione delle carte (aspetto che aveva avuto inizio durante la scrittura del progetto stesso ad opera della D.ssa De Maria e della sottoscritta); la motivazione primaria di questo intervento è stata quella di verificare e ulteriormente valutare lo stato di salute dei fondi per predisporre al meglio, senza arrecare danno ai supporti, la successiva fase di acquisizione ottica.

A seguire si sono avviate le fasi di spoglio integrale delle sezioni; l’operazione ha fornito un quadro abbastanza esauriente d’informazioni sullo stato delle carte, sulla quantità reale dei documenti presenti nei faldoni e sulla rispondenza al titolario di classificazione, così come è oggi configurato.

Per ampliare il quadro delle conoscenze, utili a consentire l’inquadramento storico-artistico del fondo in esame, si è scelto dunque di allargare il campo d’indagine attraverso una ricognizione sistematica delle Serie II e IV, azione peraltro necessaria alla ricostruzione del contesto archivistico nel suo inquadramento temporale ma anche propedeutica alla fase di riversamento dei dati nel definitivo Data Base archivistico.

A tale scopo è stato effettuato il censimento dei documenti presenti, attraverso un nuovo conteggio delle carte, secondo gli standard prescritti dai regolamenti vigenti.

In fase di controllo si è sempre fatto riferimento alla schedatura archivistica già esistente per verificare la congruenza delle informazioni registrate e l’allineamento dei dati nel sistema, in funzione della creazione di informazioni rispondenti ai moderni sistemi di schedatura archivistica.

Allo spoglio completo della Serie II e IV ha fatto seguito il lavoro di preparazione alla schedatura delle pergamene che per vari motivi, è stata improntata alla verifica delle informazioni direttamente dagli originali di riferimento. In questa fase infatti, le pergamene sono state riesaminate nella loro interezza anche per preparare un’adeguata scheda, che fosse in grado di ottemperare alle esigenze di esaustività maturate in corso d’opera e che potesse, allo stesso modo, corrispondere agli interessi culturali e storico-artistici del Progetto.

Molto si è lavorato anche alla normalizzazione dei termini di indice; dal Maggio 2015 l’arrivo di un file contenente le informazioni riversate dal Data Base originario ha occupato gran parte del tempo in quanto è stata prevista una intensa attività di indicizzazione di nomi, luoghi, notai ed enti che non erano stati censiti nel primo archivio informatizzato o che non possedevano caratteristiche conformi alle linee guida prescritte dal Progetto. Il percorso di normalizzazione delle “entità” ha previsto inoltre una serie di accurati controlli degli Autority file creati, tramite thesaurus e alti Data Base disponibili on line (SBN, SAN, VIAF etc…). L’attività è stata propedeutica al riversamento nella piattaforma definitiva di sistema.

Molto importante è stata anche la fase di digitalizzazione dei documenti, avvenuta presso i locali dell’Archivio con l’ausilio di Scanner ad hoc per il trattamento dei materiali antichi e di pregio.  Lo scopo è stato quello di ideare e pianificare la creazione del Data Base insistendo su una buona immagine di partenza, allineando al trattamento puramente meccanico (passaggio allo scanner) i principi per una buona resa dei materiali acquisiti otticamente, funzionali ad esempio alla creazione di mostre virtuali e, più in generale alla futura fruizione e valorizzazione dei fondi.

Lo scopo del contenitore digitale è quello di rappresentare in pieno l’essenza della documentazione acquisita, in uno schema concettuale che ha il compito di riprodurre la realtà di interesse, disponendo le informazioni in maniera tale da poter estrarre, anche i metadati atti alla conservazione, valutando e selezionando le informazioni ai fini di perseguire, come finalità, la preservazione delle carte e la loro tutela, secondo i moderni principi della salvaguardia a lungo termine del patrimonio digitalizzato.

L’esigenza di tutelare la memoria delle attività dell’Archivio Storico della Cappella del Tesoro di San Gennaro e delle spesso correlate attività di ricerca, si fonda anche sul riconoscimento dell’esigenza di conservare, insieme ai documenti in formato digitale, un elenco di informazioni (metadati) a garanzia della loro originalità ed integrità futura. Tutto ciò con lo scopo di indagare ed integrare i valori all’interno dell’archivio elettronico o del Data Base creato, secondo quanto prescrivono le linee guida e che, in maniera scientifica, delineano i passaggi compiuti e da valutare, al fine di ottemperare alle richieste di un utenza sempre più tecnologica. Nello stesso tempo la capacità di interazione dei sistemi e la possibilità effettiva di fruizione dei contenuti digitali è stata attuata attraverso i canali open source, attivando una reale e tangibile condivisione dei saperi che è lo scopo primario della trasmissione della cultura e della storia del fondo. L’aspetto divulgativo quindi, unito alla capacità della Deputazione stessa, virtute duce comite fortuna, di preservare per così tanti Secoli un patrimonio documentario di indiscutibile interesse storico, dimostra ancora una volta come l’unione di competenze tecnico scientifiche e umanistiche, insieme alla capacità di guardare al futuro con lungimirante lucidità, ha fatto sì che una Istituzione tanto importante per la storia stessa di Napoli, abbia saputo legare un diffuso interesse culturale, all’utilizzo delle più attuali tecnologie in materia di beni culturali, giungendo a risultati di notevole interesse per la comunità nazionale e internazionale legata al culto gennariano, a San Gennaro ed alla sua storia.

Ad maiora!

 

D.ssa Maria Senatore